/ Siena e Val d’Orcia

Fotografia lifestyle e viaggi.

Un lungo week-end, godendo della buona compagnia, bei paesaggi e la cultura che si respira in tutta la zona. A Siena, una città come nessun’ altra in Italia, sembra di tornare indietro nel tempo, pare si sia fermato dal XII al XV secolo. Stradine acciottolate, lunghe e strette separano le diciasette contrade della città. Il centro un pò insolito per città di questa grandezza, con edifici alti e tutti uniti lungo le vie con le finestre grandi. Come si dice che tutte le strade portano a Roma, a Siena, credo sia giusto di dire che tutte le vie portano alla piazza principale, Piazza del Campo, dalla forma particolare che ricorda una conchiglia o un ventaglio, famosa per il celebre Palio tenuto due volte in estate. La piazza ospita non solo gli eventi più grandi della città, ma diventa anche una sorta di spiaggia o parco senza verde per i giovani locali, che spesso si sdraiano semplicemente sulle mattonelle.

Passeggiando per la città è impossibile non perdersi tra le drogherie, boutique alimentari e pasticcerie con tutte quelle tentazioni. I formaggi pecorini dalle mille varietà, il profumo di zucchero a velo, spezie e dolcetti fragranti, tra i quali di certo il più noto è il Panforte, o i Cantucci? Mi hanno incuriosito molto i tipici biscotti, chiamati Ricciarelli, che ricordano il Natale, così li ho provato a farli!

Proseguendo per Val d’Orcia in lontananza spicca Montalcino, situato sulla collina più alta della valle con un panorama mozzafiatto. Una piccola città del XVI secolo incorniciata dalla chiesa da una parte e dall’altra la fortezza. Certamente la cittadina è diventata famosa proprio per il celebre Brunello.

A soli 20 chilometri da Montalcino si trova una piccolissima frazione di solo 30 abitanti, celebre per le antiche terme, Bagno Vignoni. Le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall’epoca romana a scopi termali. E’ d’effetto vedere le acque che ” bollono” al centro del borgo nella “Piazza delle sorgenti” nella vasca rettangolare, dove una sorgente di acqua termale calda e fumante esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche.

Un’altra cittadina dove assolutamente volevo tornare è San Gimignano, a volte sarcasticamente chiamata Manhattan del Medioevo, con le suo 16 torri sopravissute dai tempi d’oro del Comune, il XII-XIII secolo, quando le famiglie nobili facevano a gara per costruirle più alte possibili, in quanto simbolo di potere e ricchezza.

Ultima tappa è Montepulciano, già pronta per le feste natalizie con il suo invitante mercatino. Qui, come nella vicina Pienza, è impossibile passare senza aver assaggiato la varietà dei pecorini, i migliori della regione.

In queste valli ci si perde nei paesaggi meravigliosi: cipressi sulle punte delle colline si immergono nel buio, dando ancora più importanza e lo spirito giusto per la cittadina addobbata a festa.

Sviluppo, styling e fotografia della ricetta.

Ricciarelli Senesi.