/ Israele.

Fotografia lifestyle e viaggi.

Visitare Israele e Giordania in poco più di una settimana è un’impresa, ma è possibile. Da Tel Aviv subito a prendere un volo interno per Eilat, situata all’estremo sud sul Mar Rosso. Dal finestrino dell’aereo ho avuto un assaggio di questa meravigliosa terra, fatta di paesaggi diversissimi tra loro in un fazzoletto di terra che sembra impossibile. Da Eilat si va verso mar Morto passando affascinante strada nel deserto.

Il mare non mare si trova nel punto più basso della terra, in un ambiente surreale che è difficile da raccontare. Poi la sorpresa di trovare delle spiagge attrezzate e soprattutto la sensazione unica di bagnarsi in queste acque salatissime, quasi non si riesce a nuotare tanto stai a galla! Poi, usciti dall’acqua che sembra quasi olio, ci si fa una doccia e la pelle rimane liscia come quella di un bambino.

Lasciando mar Morto alle spalle, la strada si inerpica nel deserto e, giunti sull’altipiano non puoi che restare affascinato e sorpreso dal contrasto che hai alla vista di campi coltivati a grano.

Si riparte con destinazione Gerusalemme. Anche qui rimani meravigliato durante il viaggio dal cambio repentino di paesaggio: nella periferia della Capitale sembra di essere nelle colline del Chianti, tra ulivi, vigneti e cipressi che si perdono all’orizzonte.

Camminando nelle vie della città vecchia, il giorno del venerdì santo, sembrava di stare in una scena di un film storico, in cui ronzavano le famiglie numerose e gli uomini giravano con i cappelli di pelliccia per noi bizzarri, nonostante temperature alte, ma probabilmente tutti questi vestiti tradizionali erano indossati proprio per la Pesach.

Naturalmente non si può a non menzionare il mercato della città che ricorda quasi un labirinto! Qui si può trovare davvero di tutto: venditori di pane arabo o di innumerevoli varietà di spezie, abbigliamento, giocattoli, verdurai, macellai e barbieri e ancora chioschetti di souvenir per turisti religiosi.
Ciò che rende davvero unica Gerusalemme è l’essere città santa per le tre più grandi religioni monoteiste del mondo, che qui convivono in sintonia tra loro. Così anche al mercato: è davvero interessante spostarsi da un quartiere all’altro, in poco spazio quante diversità tra culture delle nazioni e religioni.

Il viaggio prosegue verso il lago di Tiberiade, per poi ancora visitare Nazareth. Del paesino descritto nei testi sacri non rimane un granchè e così con pancia piena di pitta ripiene di falafel, si va fino ad Acre, o Akko, come lo chiama la maggioranza araba. Cittadina a nord del paese che si affaccia sul mediterraneo. Antica, bellissima, si respira l’accoglienza araba. Tra le rovine dell’antica roccaforte dei crociati, interrotte da moschee, si trova il bazar con le piccole botteghe.

Si va da dove si riparte: Tel Aviv. Città moderna e antica, accogliente, energetica. La mattina immancabile tour nel mercato: qui, come ovunque in Israele, si trovano chioschi dove viene servita la frutta locale sia in coloratissime macedonie piuttosto che frullata o, meglio ancora, spremuta, spesso con la buccia se si tratta di agrumi: questo metodo fa fuoriuscire la parte alcolica contenuta proprio in quest’ultima ed il risultato è eccellente. Melograni giganti e succosi, datteri incredibili, fragole così buone! Devo ammettere che provo una sana invidia per chi vive in queste meravigliose terre. Per non dimenticare bellissima spiaggia cittadina e quartieri dandy con l’aria frizzantina e moderna.